Scosse in classe: ritrovarsi attraverso lo specchio

RITROVARSI ATTRAVERSO LO SPECCHIO
Photo by Jeremy Mura on Unsplash

Aiutare ragazze e ragazzi a prendere consapevolezza di sé, dei propri vissuti e a meglio condividerli tra pari.

A cura di S.Co.S.S.E. – Soluzioni comunicative studi servizi editoriali

(L'attività è tratta dal volume dell’associazione di promozione sociale S.Co.S.S.E.: E. Fierli, Sara Marini (a cura di), Scosse in classe. Percorsi trasversali tra il nido e la scuola secondaria per educare alle relazioni, Cagli: Settenove 2021)

INTRODUZIONE

Lo specchio è l’immagine evocativa che si è scelta per far emergere emozioni, riconoscere stati d’animo e restituire un senso condiviso alla segregazione forzata che abbiamo vissuto. Lo specchio rimanda facilmente all’esperienza di sé mediata dallo schermo e alle emozioni, aggrovigliate e incoerenti, suscitate dalla didattica digitale integrata e a quella ambiguità e a tutte le domande che la propria immagine solitaria e/o il proprio doppio genera quasi spontaneamente. Giocare con lo specchio è anche una delle prime cose che fanno bambine e bambini, imparando piano piano a riconoscersi e a distinguersi dall’altro da sé, sperimentando espressioni e movimenti decisivi nel percorso che porta alla rappresentazione di sé.

L’attività è stata ideata per proporre un percorso che consenta di esprimere, condividere e prendersi cura reciprocamente dei vissuti – difficili da decifrare, a volte contrastanti, spesso contraddittori – di questo periodo straordinario. Tuttavia, le proposte possono essere utili anche in altre circostanze, in particolare per affrontare il rapporto io/altro da me, l’immagine che ho di me e la mia rappresentazione nelle altre persone.

Obiettivi:

•  Imparare a esprimersi, condividere e prendersi cura dei i propri vissuti, anche di quelli più difficili

•   Costruire confidenza o ritrovare intimità con una figura di riferimento e lavorare sul riconoscimento del gruppo o sulla fiducia tra pari

 

ATTIVITÀ IN SEMPLICI PASSI

A)    Mirror (attività collettiva)

Si forma il cerchio per leggere l’albo Mirror di Suzy Lee (Corraini 2003). All’interno del cerchio, si fa emergere, guidando le osservazioni della classe, l’eventuale difficoltà di riconoscersi e la non corrispondenza con l’immagine riprodotta dallo specchio. Si dà spazio al racconto dei vissuti e delle esperienze personali

B)    Passo a due (attività in coppia)

Si traccia una linea a terra con lo scotch di carta che rappresenti il confine di uno specchio immaginario, e il punto in cui la doppia pagina del libro si incontra. Si formano delle coppie i cui componenti si collocano da una parte e dell’altra della linea.

In coppia si riproducono le illustrazioni dell’albo, trovando soluzioni consensuali, e consentite laddove è possibile il contatto fisico. Si sperimentano liberamente in coppia nuove posizioni ed espressioni

C)     Autoritratto con specchio (attività individuale)

Si ricalca l’immagine del proprio volto su un foglio acetato trasparente fissato sullo specchio o sullo schermo del computer se l'attività si svolge a distanza. Una volta terminato si stacca il foglio e lo si osserva poggiandolo su una superficie bianca o su una parete.

Si pone la domanda: «Ti riconosci in quel ritratto?».

Ora si possono usare altri colori o il collage per completarlo o modificarlo a piacimento e per realizzare un ritratto in cui ognuno si senta rappresentato al meglio.

Si può aggiungere la rappresentazione di oggetti amati o che rappresentano le proprie passioni

D)    Nello schermo (attività individuale dagli 8 anni in su)

Si chiede di riflettere sulla propria esperienza passata e si pongono al gruppo alcune domande:

«Ti è capitato di svolgere lezioni di gruppo online?».

«In quelle occasioni hai visto te nello schermo come fossi davanti a uno specchio: quell'immagine di te era quella che vedeva anche il resto della classe?».

«Quando ti trovi in questa condizione: cosa ti piace e non ti piace dell’immagine che vedi? In cosa ti rappresenta e in cosa no? Cosa riconosci di te e cosa no?».

«C’è qualcosa in cui il fatto di vederti mentre parli o stai con gli altri ti limita e ti costringe? Qualcosa che ti fa comportare diversamente da come avresti fatto in presenza?».

A partire da queste domande si chiede di scrivere una lettera in cui ognuno condivida con il sé dello schermo quello che ha pensato rispondendo alle domande precedenti. Si chiede in seguito di immaginare e scrivere anche la risposta proveniente dal proprio sé sullo schermo.

Si predispone una cassetta dove raccogliere tutte le lettere da collocare poi al centro del cerchio al momento della restituzione collettiva che può essere anche fatta in forma anonima

SUGGERIMENTI PER GLI ADULTI DI RIFERIMENTO CHE CONDUCONO L’ATTIVITÀ

L’attività prevede spunti per lavorare individualmente sul rapporto con il sé attraverso lo specchio/schermo, altri in cui usare questo filtro per tematizzare il rapporto con l’alterità e la presa di contatto, i diversi gradi di benessere o rifiuto che può generare, le modalità per esprimerlo, la capacità di ascolto.

L’attività potrà essere rimodulata in qualunque momento futuro, anche senza mettere a tema questo periodo storico, per indagare l’autorappresentazione, la complessità dei nostri stati emotivi, la contraddittorietà delle nostre emozioni, il peso dello sguardo altrui e della pressione sociale sulle nostre percezioni e sulle nostre scelte, sul nostro senso di agio o disagio, per lavorare sul cercare e stabilire un contatto fisico attraverso il consenso altrui.

SUGGERIMENTI PER SVOLGERE L’ATTIVITÀ

In ogni parte dell’attività, si invita a creare momenti di condivisione collettiva degli esiti e delle produzioni (includendo anche quelli frutto delle attività individuali), volti a valorizzare l’esistenza di diversi punti di vista sulla stessa esperienza, su di noi visti dall’esterno, se cambiamo la prospettiva.

È importante anche sottolineare e incentivare il rispetto delle differenze che emergono da questo approccio e la loro messa a valore come ricchezza e rappresentazione della complessità del mondo.

L’attività può essere rivolta sia in contesto scolastico che extra-scolastico (max 25 partecipanti) e si rivolge in particolare alla fascia 6-11 anni, i primi passaggi possono essere proposti anche a bambine e bambini più piccoli.

DURATA

120 minuti.

MATERIALI

Scotch di carta, fogli di acetato trasparente, pennarelli nero indelebile a punta grossa, fogli di quaderno e buste da lettera.

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